La mia filosofia del Kintsugi
Ogni cosa che ha una forma, un giorno si romperà.
Eppure continuiamo a desiderare di custodire i ricordi legati a ciò che amiamo e il tempo vissuto insieme ad esso.
Riparare un oggetto non significa semplicemente restituirgli la forma originaria o tracciare le sue ferite d'oro.
Significa avvicinarsi con rispetto al tempo che ha attraversato e alle storie che porta con sé, affinché possa continuare a vivere accanto a noi.
L'arte di riparare i recipienti con la lacca urushi affonda le sue radici nel Giappone antico.
Da allora è stata tramandata grazie a un desiderio profondamente umano: quello di ritrovare ciò che sembrava perduto, restituendo forma ai ricordi e memoria alle cose.
All’origine del mio legame con il kintsugi c’è il coperchio di una teiera: me l’aveva regalata mia madre quando, a 18 anni, iniziai a vivere da sola, e un giorno si ruppe.
Mia madre desiderava che io, non abituata a vivere da sola, potessi concedermi un momento di sollievo bevendo una tazza di tè; sperava che, quando avessi trovato degli amici, potessi invitarli a casa, preparare loro il tè e chiacchierare piacevolmente con tutti.
Proprio perché sapevo che l’affetto di mia madre era contenuto in quella teiera, la sensazione di perdita e di tristezza, che provai nel momento in cui il coperchio cadde e si ruppe, rimase nel profondo del mio cuore come un piccolo livido.
Passarono circa dieci anni senza che riuscissi a separarmi da quella teiera rotta. Poi incontrai una maestra che amava il restauro con la lacca urushi e, affascinata dalla bellezza e dalla forza di questo materiale, riuscii finalmente a riparare il coperchio con le mie mani.
Le cicatrici si trasformarono in paesaggio.
Sentii il dolore livido, rimasto nel profondo del mio cuore, sciogliersi piano piano e scomparire.
Potevo preparare di nuovo il tè con quella teiera.
Ciò che avevo recuperato non era solo la forma dell’oggetto, ma anche il calore dei ricordi e nuovi momenti da condividere con esso.
Sono certa che, mille anni fa, qualcuno desiderò restaurare un oggetto amato proprio come me, e che, tra mille anni, qualcun altro proverà lo stesso desiderio. Per continuare a tessere il tempo con gli oggetti cari e preziosi anche in futuro. Spero che questa tecnica e questo spirito del restauro con la lacca urushi possano restare sempre accanto a coloro che desiderano restaurare ceramiche.
Io continuerò a riparare oggetti con l’urushi.
Aiko Zushi
K I N T S U G I
Storie racchiuse nelle cicatrici
傷跡に宿る物語